Via Filippo Meda, 183, 00157 Roma RM
9.00-13.00 / 15.00-19.30

L’Avvocato: storia dell’uomo che inventò la 500 – Parte 3

7 Ottobre 2019
Home / Blog / L’Avvocato: storia dell’uomo che inventò la 500 – Parte 3
Il mito dell’industrializzazione, dell’auto, del progresso. Ciò che Fiat ha rappresentato a partire dal dopoguerra pare scricchiolare, preda degli episodi che costellano la storia degli anni ’70…

L’invasione rossa

La città di Torino e la regione Piemonte tutta. Ma anche Bologna, Firenze, Napoli, Milano, Venezia, Genova, Pisa… Il partito comunista, con il 33% delle preferenze, fagocita tutto. Circa due milioni di iscritti rappresentano, per il Paese, qualcosa di totalmente inaspettato. Nelle fabbriche scioperi, contestazioni, attività per turbare la produzione si succedono di continuo, e si accavallano. Così, nel bel mezzo della Guerra Fredda, l’Italia finisce per rappresentare l’anello debole della Nato. ‘Se non lo puoi combattere fattelo amico’, recita un antico detto. Saggio, l’Avvocato; furbo, l’Avvocato, lo professa.

Agnelli, Pirelli ladri gemelli

Ladri. Fondamentalmnte è questo il concetto che per le strade si ricava della Famiglia. L’idea dei potenti che lucrano sulle disgrazie e sulle necessità del popolo affamato si ammantella di una serie di attentati che hanno il sapore, inconfondibile, della rivoluzione. Sono numerosi gli imprenditori della Fiat che vengono gambizzati e, con l’avvento delle Brigate Rosse, le porte si schiudono definitifamente al terrorismo
Gli anni di piombo
L’ideologia della sinistra sovversiva professa anarchia e agitazione armata. Manager, politici, giornalisti… sotto l’occhio del ciclone non esiste nessuno che venga risparmiato. Nel giro di poco, l’asticella sale e si passa a sequestri ed omicidi. E’ guerra, ed in guerra non si fanno sconti. Il 21 settembre 1979 viene giustiziato Carlo Ghiglieno, Direttore della Logistica, nella convinzione che, nell’ambito dell’Azienda, il suo sia un ruolo determinante. Poi… il ‘Sequestro’. Il rapimento di Aldo Moro non è solo un fatto. Il desiderio del Presidente della Democrazia Cristiana di puntare al disarmo, avvicinando alle maglie del potere anche la forza Rossa, si dimostra inutile.
Fantomas
Nel mirino – superfluo farlo presente – c’è anche Agnelli. E’ convinto, l’Avvocato, che vogliano ucciderlo, tanto da abbandonare i centoquarantacinque ettari di Villar Perosa in cui soggiorna, ma sempre uguale a se stesso. Non lascia la fabbrica, non abbandona Torino, e quando la mattina si reca al lavoro, a bordo della sua Fiat truccata con motore Ferrari, si diverte a seminare le macchine della scorta. Cambia itinearrio ogni giorno, ma fa bene attenzione a non allontanarsi dalla città, affinché la gente percepisca la sua presenza come costante. Un rischio, di cui è ben cosciente, e che è disposto a correre.
Novelli, Novelli, fai aprire i cancelli
Di fronte all’ennesimo sciopero, i quadri intermedi della Fiat organizzano una marcia. Quarantamila persone rivendicano il diritto di tornare a lavoro. Lo snodo prende le sembianze della classe borghese e traghetta direttamente negli anni ’80. ‘La Milano da bere’ costitusce l’emblema di un Paese emancipato, al passo con i tempi: la nuova potenza economica, di cui la Fiat rappresenta la punta di diamante.
Il Burattinaio
“Un siciliano che fa accadere le cose”, così lo definiscono conoscenti e non. “Come, non è dato sapere”. E’ ancora Lui, Cuccia, il ‘Grande Manovratore’ che, nel momento in cui Gianni è pronto a lasciare in favore del fratello Umberto, rivendica il proprio potere. L’asse Mediobanca/Romiti si impone sull’eredità dinastica. Del resto, l’uomo ‘del lavoro sporco’ sa come risolvere le magagne, e mantenere linda l’immagine di Gianni.
La stirpe
Cosa accade quando un ragazzo dall’animo delicato, intelligente, sensibile… è predestinato ad occupare un ruolo che non gli somiglia? Quando rimane intrappolato in una vita che gli scorre addosso ammantata di silenzi, di non detti…? Edoardo l’intellettuale, come suo nonno. Edoardo, troppo ponderato per disegnarsi coraggioso. Troppo dimenticato perché non finisca per perdersi… Dunque è Giovannino, il figlio di Umberto, l’erede designato. L’uomo giusto, tuttavia, brilla il tempo di una meteora. Ha appena trentadue anni quando un tumore lo divora, nel giro di pochi mesi. Allora chi? John Elkann. L’astro nascente, il nipote prediletto, a ventuno anni fa già parte del Consiglio di Amministrazione. Chi, se non lui?
Edoardo
Un salto nel vuoto. Cento metri di altezza per sfiorare l’infinito; per dimostrare che forse, l’arditezza, alfine, c’era. Quando Edoardo si suicida ha quarantasei anni. Si butta giù da un ponte, a tre giorni dall’ennesima discussione con il padre. L’uomo capace di salvare il mondo ha fallito. Non ha saputo salvare la sua stessa carne. Crolla, Gianni, di fronte alla sconfitta più cocente della propria vita. Il Gigante ha le gambe spezzate. L’Immortale, detronizzato dall’Olimpo, cade a terra. Eppure… nell’aria fredda del 26 gennaio 2003, ai funerali dell’Avvocato, sono presenti tutti. Una folla di cinquecentomila sale in cima al Lingotto pronta a ricordare, a ringraziare… per quell’elicottero che, in volo sulla città, ha sempre avuto il tono rassicurante di un padre che sa come prendersi cura dei propri figli.
Parco Auto
Scegli l'auto necessaria per il tuo evento e ordina subito con un clic
Made on
Tilda